01.10.2021 Preludio ed Epilogo. Un’indagine su Asnago Vender a Como e Provincia
In occasione del quarantesimo anniversario dalla scomparsa dell’architetto Mario Asnago, l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como celebra la maestria dell’operato dello studio Asnago Vender attraverso una ricerca sulle opere realizzate dagli architetti a Como e provincia tra la fine degli anni Venti e gli inizi degli anni Settanta. 

La mostra “Preludio ed Epilogo. Un’indagine su Asnago Vender a Como e Provincia” – ospitata dal 4 al 29 ottobre nell’edificio Novocomum, uno dei primi esempi di architettura moderna in Italia – si inserisce come nuovo capitolo nel progetto “Fisionomie Lariane, percorsi di conoscenza nel territorio”, avviato nel 2015 con l’obiettivo di raccontare il carattere e la fisionomia del territorio comasco attraverso le tracce più significative dei luoghi e delle architetture di pregio. L’itinerario Asnago Vender sarà il quinto della serie, dopo Acque, Tracce, Insediamenti e Attività, ponendosi come premessa di una nuova collana sui “maestri” che hanno operato nella nostra provincia con l’intento di far emergere i diversi approcci progettuali nel contesto lariano. 

La ricchezza del contributo lasciato da Mario Asnago e Claudio Vender nel territorio comasco permette di scoprire un ulteriore tassello, ancora poco esplorato, dei loro progetti sul tema dell’abitare. Il legame tra il territorio lariano e i due architetti ha inizio a Como nel 1925 con la partecipazione al concorso per il Monumento ai Caduti di Como, che li vede vincitori del secondo grado del concorso nel 1926, superando colleghi illustri come Giuseppe Terragni. L’opera prima, costruita alla fine degli anni Venti, è la villa Arnaldo Marelli di Cantù; tra gli ultimi progetti firmati insieme vi è la villa Brenna di Lora della fine degli anni Sessanta. Tra il 1932 e il 1963 costruiscono la villa Carlotta Marelli, le ville Colombo e le cappelle funerarie delle rispettive famiglie, l’edificio per abitazioni Beni Stabili e Smeraldo a Cantù, e l’edificio per abitazioni di via Tommaso Grossi e Belvedere a Como. Lo stretto rapporto dei due architetti dura per oltre quarant’anni nello studio di via Cappuccio a Milano e si interrompe negli anni Settanta, quando l’architetto Mario Asnago si ritira a Como per dedicare i suoi ultimi anni di vita alla pittura, passione condivisa con il socio e amico durante gli anni della formazione presso l’Accademia di Brera. Nello stesso periodo, Claudio Vender continua l’attività professionale, collaborando con Mario Morganti e il figlio Mario Vender.

L’esposizione, realizzata con la curatela degli architetti Stefano Larotonda e Niccolò Nessi, raccoglie documenti originali e contributi inediti con l’intento di promuovere un’esperienza integrale sul loro sodalizio. Il connubio è raccontato attraverso numerosi elementi di matrice diversa, frammenti volti a definire il forte legame professionale che ha caratterizzato il loro operato nel corso del tempo. Il materiale esposto in mostra ha coinvolto alcuni degli studiosi che hanno contribuito a tracciare e ricostituire i primi tasselli sull’opera dei due architetti attraverso testi e pubblicazioni, tra cui emergono lo scritto di Fulvio Irace in “Milano Moderna” del 1997, il primo volume monografico “Asnago Vender Architetti” del 1986 di Antonio Albertini e Massimo Novati per arrivare alle più recenti ricerche condotte da Francesca Cadeo, Monica Lattuada e Cino Zucchi, fino all’ultima pubblicazione in ordine temporale della Fondazione dell’Ordine degli Architetti PPC di Milano, curato da Massimo Novati, “Asnago e Vender a Milano”. 

Il lavoro dei due architetti è presentato al pubblico attraverso la selezione di disegni originali, schizzi e pitture, gentilmente concessi dagli archivi rispettivamente Asnago Vender e Mario Asnago, che hanno permesso di raccogliere ed esplorare anche gli ambiti più trasversali della pittura e del progetto d’arredo oltre a quello più noto dell’architettura. Per l’occasione saranno esposti nell’atrio del Novocomum di Como alcuni esemplari originali delle sedute disegnate da loro durante la carriera professionale, che raccontano lo stretto legame tra architettura e arredamento nei progetti degli architetti: dalla sedia ritrovata nella villa Marelli di Cantù risalente alla fine degli anni Venti, fino alla versione entrata nella collezione Flexform dal 1985. Completano l’esposizione una serie di video-interviste a studiosi dell’opera, dando voce ad eredi, committenti e studiosi a cura di Alberto Canepa. Le architetture sono raccontate dall’inedito sguardo del fotografo Jacopo Valentini. 

Colophon

Un progetto della Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como 

Curatela e coordinamento: Stefano Larotonda e Niccolò Nessi

Gruppo di lavoro: Antonio Albertini, Chiara Brenna, Stefano Larotonda, Paolo Molteni, Niccolò Nessi e Michele Pierpaoli

Fotografie: Jacopo Valentini

Rappresentazioni Grafiche: Andrea Tregnago

Video: Alberto Canepa

Editing: Fabio Cani

Progetto grafico: Marina Barbieri

Contributi e interviste: Antonio Albertini, Francesca Cadeo, Piero Gilardino, Fulvio Irace, Monica Lattuada, Alberto Longatti, Nicoletta Marelli, Luisa Morganti, Massimo Novati, Claudia Ratti, Clemente Tajana, Cino Zucchi.

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