30.11.2016 Visione e Regola
L’incontro tra Futurismo e Razionalismo nel Monumento ai Caduti di Como.

In occasione delle celebrazioni per il centenario della scomparsa dell’architetto Antonio Sant’Elia (Como, 30 aprile 1888 – Monfalcone, 10 ottobre 1916), l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como attraverso la Commissione Cultura promuove un’iniziativa per rileggere ed interpretare il progetto del Monumento ai Caduti di Como, costruito nel 1931-33.
Si vogliono indagare le vicende che hanno portato alla costruzione del Monumento a partire dai disegni di Sant’Elia, dagli studi di Prampolini fino al progetto di Giuseppe Terragni, raccontando questo originale episodio architettonico ed artistico, che ha saputo unire la corrente del futurismo a quella del razionalismo attraverso un’icona che caratterizza ancora oggi la fisionomia del panorama comasco.
È stato organizzato un workshop nella sede dell’Ordine degli Architetti di Como in collaborazione con il regista Ila Bêka e un gruppo di studenti che hanno realizzato dei video artistici sul Monumento. In contemporanea la Commissione Cultura ha raccolto le testimonianze di una serie di esperti di varie discipline come Gianni Biondillo, scrittore e architetto, Giuliano Collina, artista, Alberto Longatti, giornalista e storico, e Attilio Terragni, architetto.
La volontà di mettere a confronto vari punti di vista autorevoli sulla vicenda del “Monumento ai Caduti”, nasce dal desiderio di definire un’immagine, seppur frammentata e a volte sfuocata, ma pur sempre viva e attuale, di quel Monumento tanto forte e presente nella storia dell’architettura lariana. Non si tratta solo di una ricerca basata su documenti di archivio e pubblicazioni, bensì di una raccolta di testimonianze di quelle figure che hanno contribuito attraverso la loro esperienza e il loro racconto ad una rilettura e reinterpretazione del Monumento.

Parallelamente alle “testimonianze” alcuni video realizzati da un gruppo di studenti dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, sotto il coordinamento del regista di fama internazionale Ila Bêka, riportano l’attenzione al presente, all’hic et nunc, dove il Monumento diventa protagonista di una scena nuova ed inedita, non più legata alle contingenze storiche, culturali e politiche del tempo, riguardo alle quali numerosi sono gli studi e le ricerche, ma solo allo sguardo del regista che riesce a dare voce e nuova luce al Monumento.

Il passato e il presente sono al centro dell’iniziativa, che si concretizza in una mostra al Novocomum di Terragni, nata dalla volontà del Presidente dell’Ordine degli architetti di Como, Michele Pierpaoli, e del Consiglio di dedicare un approfondimento sul tema del rapporto fra monumento attuale e progetto santeliano per le celebrazioni del centenario e contemporaneamente dall’incontro tra il coordinatore della Commissione Cultura, Stefano Larotonda, con il regista Ila Bêka, in occasione del workshop “Filmare l’architettura”, tenutosi a Mendrisio lo scorso febbraio 2016 presso l’Accademia di Architettura. La conoscenza del regista è stata l’occasione per raccontare un tassello importante dell’architettura comasca utilizzando il video come mezzo d’espressione in cui il punto di vista in continuo divenire supera l’immagine fissa e statica del Monumento, familiare nella nostra memoria architettonica legata a Giuseppe Terragni, e rievoca quel dinamismo, rimasto allora solo sulla carta, per via del destino che spettò al giovane e visionario Sant’Elia.

Il gruppo di lavoro, formato da architetti membri della Commissione Cultura dell’OAPPC di Como ha inoltre selezionato una documentazione iconografica sul Monumento in collaborazione con l’Archivio Terragni e la Pinacoteca di Como.

Foto di Marco Cappelletti

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